PASSEGGIATE
Tra le passeggiate più agevoli nel circondario di Claviere va ricordata quella per raggiungere la
Cappella San Gervasio. Un tempo la vecchia Cappella era situata sulla sommità di un cucuzzolo dove oggi sono posizionate le
roulotte del campeggio. I più lontani riferimenti storici che la riguardano (risalenti all’anno 1065), si trovano nei testi degli Atti relativi al
Vescovo di Torino Cuniberto. In epoca più vicina ai nostri giorni, le cronache storiche riferiscono le drammatiche vicende di
Papa Pio VI fatto prigioniero dal
Direttorio rivoluzionario. Questi, durante la sua traduzione coatta in terra francese, fece una sosta nella cappella e la qual cosa gli consentì di fare la conoscenza della devota popolazione di Claviere. Alcuni documenti rinvenuti nell’archivio della
Curia di Susa, ci informano che l’edificio, disponibile al culto, operante sino al 1924, nel 1933 venne definitivamente chiuso. La Cappella che fu comunque distrutta a seguito di episodi bellici risalenti alla seconda Guerra Mondiale, venne modernamente ricostruita (e inaugurata nell’agosto del 1975) sulla sommità di una collinetta panoramica dove si possono ammirare i panorami di Claviere e
Cesana.
Una gita più impegnativa che richiede dalle tre alle quattro ore conduce il visitatore sulla sommità del
Monte Chaberton a 3.130 metri di altitudine. Qui si può apprezzare quanto rimane del vecchio e glorioso
Forte con le caratteristiche torri, batterie, opere in caverna, oggi dismesse e non più accessibili. La presenza di questo imponente fortilizio trovava la sua giustificazione in un recente passato, ossia in evidenti ragioni di ordine storico-militare. Infatti quando la zona limitrofa a Claviere rivestiva una notevole importanza strategica su una direttrice comunicativa internazionale, fu una inderogabile necessità disseminarla con molti acconci manufatti eretti a scopo di salvaguardare e controllare i confini tra nazioni limitrofe.
Il noto complesso fortificato dello
Chaberton fu realizzato dai militari del
Genio italiano tra il 1895 e i primi anni trenta del Novecento; si trattava di una costruzione adibita non solo per la difesa del confine italo-francese, ma anche con scopi e criteri decisamente offensivi. Fu tra le prime fortificazioni del tempo a fare un largo uso edilizio del calcestruzzo, e inoltre coi suoi 3.131 metri poteva anche vantare il primato europeo d’altezza.
Infine, in Regione
S. Gervasio è possibile ammirare le omonime splendide
Gorge formatesi dall’erosione della
Piccola Dora, ove è stato costruito un
ponte tibetano sospeso che con i suoi 468 metri risulta il più lungo del mondo.